Architettura

Architettura Matassoni / Villa urbana a Figline Valdarno

VILLA URBANA FIRENZE

Architettura Matassoni / Villa urbana a Figline Valdarno è stato modificato: 2012-07-28 di Benedetto Fiori

Il progetto nasce con l’intento di trasformare le forti limitazioni fisiche, geometriche e normative dell’area dell’intervento in una serie di spunti architettonici di base; il lotto disponibile è infatti di dimensioni piuttosto limitate, di forma trapezoidale e dotato di una potenzialità edificatoria relativamente limitata ed è inserito in un contesto urbano caratterizzato da una bassa qualità architettonica e da una certa densità del tessuto edilizio con il conseguente pericolo di intromissioni visive da parte delle unità abitative circostanti.

 Queste condizioni iniziali hanno suggerito un approccio inusuale basato su un’organizzazione centrifuga degli spazi realizzata con il dislocamento dei volumi in corrispondenza dei confini di proprietà, con la conseguente liberazione della parte centrale dell’area.

Grazie ad una composizione dal carattere piuttosto “introverso” adeguatamente protetta dall’esterno con setti murari di altezza calibrata ed una disposizione planimetrica ad “L” rivolta verso l’interno, si è potuto garantire la necessaria privacy e nel contempo, nonostante le dimensioni ridotte del lotto, si sono potuti realizzare ambienti di inusitata profondità.

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Per non interromperla e non intercettarne gli assi ottici con elementi opachi, internamente, si è evitato il più possibile l’utilizzo di partizioni cieche, definendo gli spazi caratterizzati da funzioni diverse, solo attraverso l’articolazione delle superfici orizzontali.

I vasti ed intimi spazi esterni così ottenuti consentono a quelli interni di fluire in essi senza soluzione di continuità attraverso ampie superfici vetrate creando punti di vista che tagliano e attraversano tutto il lotto.

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Lo spazio libero centrale dell’area accoglie un giardino strutturato a gradoni con uno specchio d’acqua che riflette il volume sospeso della camera principale.

Non esiste infatti nessuno spazio perimetrale di risulta e tutta la superficie disponibile viene coinvolta in un insieme omogeneo nel quale gli elementi massivi della composizione si destrutturano progressivamente e quelli naturali si strutturano in un fluire continuo di spazi architettonici variegati.

In questo modo l’atto di fruire gli ambienti esterni ed interni della casa diventerà una coinvolgente “passeggiata architettonica” con continue mutazioni di prospettiva in un susseguirsi ricco di cambi di scena.

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Progetto: Architettura Matassoni

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