Architettura

Ciclosfuso, vino e bici in un unico posto

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Ciclosfuso, vino e bici in un unico posto è stato modificato: 2015-06-26 di Benedetto Fiori

Ciclosfuso, un open space di 230 metri quadri, ex fabbrica di tubi, dove si abbinano vino e bici, le passioni dei due soci fondatori.

Entrambi milanesi – Gianluca Casella e Matteo Riva – con una diversa storia professionale alle spalle, si conoscono ‘per caso’ nel 2013, in
Grecia e sognano di aprire un locale nella loro Milano. Bici e vino sono le passioni che li uniscono e presto sbocciano in Ciclosfuso.

L’abbinata bici-vino è originale, ma ben ragionata.  Una ricetta fatta di buoni ingredienti: le due passioni confluiscono nella nuova esperienza professionale ‘diversa e irriverente’, in cui sperimentano e si mettono in gioco.

Le buone tradizioni italiane, nel rispetto dell’ambiente. Una sana ed ecologica pedalata in bici, la degustazione di vini e prodotti alimentari di alta qualità. Il vino sfuso – predominante in quantità, rispetto alle etichette – viene scelto da Ciclosfuso con grande attenzione all’ecologia (meno utilizzo di vetro) e al risparmio (ottimo rapporto qualità-prezzo).

La bici – mezzo di trasporto adottato da entrambi i soci – diventa fondamentale nel progetto, che include la ciclo-officina con vendita.

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Il luogo

Un ampio open space di 230m2, a pianta rettangolare, suddiviso in due navate  dalla struttura portante. Pilastri e archi in muratura scandiscono lo spazio e il soffitto è in travi di legno a vista.

Rimangono le tracce del laboratorio in cui, tempo fa,  si fabbricavano tubi. Proprio in una zona, quella di via Vigevano, che all’inizio dell’800 era adibita a magazzino di botti di vino proveniente dal sud Italia.

Legno, ferro e acciaio, queste le principali materie  usate nell’allestimento di Ciclosfuso, ideato da tagmi, che ben si accostano allebici, nel rispetto delle origini del luogo. Il calore del legno e la sua naturalità rivivono nello spazio nelle assi in faggio usate per il bancone e la quercia, con cui sono realizzati i tavoli, dove degustare i prodotti. Forte e fredda la struttura portante,in tubi in ferro nero satinato, che ospita elementi espositivi e si contrappone all’acciaio lucido delle botti che contengono vino sfuso e padroneggianoal centro.

Due gli ingressi a Ciclosfuso.

Uno laterale, sulla stradina chiusa (via Sartirana), dà accesso diretto alla ciclo-officina, dove un meccanico esperto è a disposizione per rimettere a nuovo i veicoli leggeri, o semplicemente revisionarli. e consiglia il mezzo ‘adatto’. Uniche e ‘su misura’, le bici della linea ‘‘ Ciclosfuso’’, made in Italy, interamente personalizzabile in tutti i dettagli: cromatura e verniciatura del telaio (a scelta tra 9 colori), scelta di sella, freni e copertoni.

O la scelta dall’ampia selezione di tre prestigiosi brand – Cinelli, Wilier Triestina e Tern – oltre agli accessori bici.

E un secondo ingresso, con porta in vetro e ferro battuto – come le due grandi finestre laterali – cui si accede dal cortile interno su Via Vigevano 43. Entrando da qui, al centro, svettano le botti in acciaio lucido – che contengono 8 tipologie di ‘sfuso’ – e i tavoli di appoggio, in legno. Sulla sinistra l‘area ciclo officina e sulla destra il bancone dove scegliere i  taglieri di buon cibo da abbinare al proprio bicchiere.
Nell’area antistante è la zona outdoor con tavolini, dove rilassarsi nella quiete di una corte interna.

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Una vecchia fabbrica di tubi. Parte da qui tagmi – studio multidisciplinare, nato nel 2010, che segue la direzione artistica, ideazione e realizzazione di soluzioni creative per progetti di design industriale,grafica e interni – con l’idea di rendere l’elemento tubolare il protagonista dell’allestimento.

Per creare modularità, flessibilità e adattamento alle superfici, hanno pensato che una struttura per impalcatura potesse essere la soluzione più versatile per contenere le due grandi anime che Ciclosfuso racchiude: bici e vino. Dall’esistente suddivisione architettonica è nata l’idea  di creare – e far vivere con identità distinte – tanti piccoli scenari il cui susseguirsi, permette di vivere l’esperienza di Ciclosfuso.

Bici e vino si fondono, mantenendo le rispettive identità, in uno spazio ex industriale, esaltato dalla semplicità degli arredi e  scelta dei materiali quali il legno. La parte dello Sfuso è pensata come un vero laboratorio, dove l’acciaio delle botti è al centro dello spazio e quindi protagonista dell’ambiente.

La doppia anima del locale si è subito materializzatanel naming ‘Ciclosfuso’, poi nel logo, in cui due elementi iconici riconoscibili, il manubrio e la bottiglia, sintetizzano questo connubio, nuovo e stimolante, a livello creativo, di sviluppo dell’immagine coordinata (tagmi/Valentina Antinori) e di progettazione interior e arredo dello spazio (tagmi/Danilo Leonardi).

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Photo credit: Different Photography

Maggiori informazioni su: www.ciclosfuso.com

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