Design

Evoluzione del design motociclistico con accessori e ricambi

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Evoluzione del design motociclistico con accessori e ricambi è stato modificato: 2015-02-26 di Grace_creative

Carenate, naked, custom… il design motociclistico ha subito un’enorme evoluzione nel corso del tempo.

Questo perché la moto, quasi da subito, non è stata vissuta come mero mezzo di trasporto costituito da componenti meccaniche, al contrario: l’estetica è uno snodo cruciale nella scelta di una due ruote, e accessori e ricambi moto servono sì alle prestazioni, ma anche alla bellezza e all’armonia delle forme, come testimoniano siti specializzati in accessori e ricambi moto di grandi marche o compatibili, ad esempio Motoshopitalia.com.

Le tappe dell’evoluzione della moto a livello di design si possono riassumere in diversi punti che coincidono con le epoca di svolta e messa a punto di novità:

1) Anni ‘30, epoca delle “sottocanna”.

Moto con serbatoio posizionato tra i tubi del telaio, in maniera simile alle biciclette, dalle quali le moto discendono. Estetica minimale e poco ricca.

2) Anni ’40, evoluzione delle sottocanna.

Il serbatoio continua a influire sull’estetica a causa dell’assenza di carenatura. Unico pezzo esposto, il serbatoio aita sì l’aerodinamica ma anche la “decorazione” del veicolo.

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3) Anni ’50, studi tecnici e prime carenature.

Eccoci all’epoca delle prime grosse case motociclistiche che eseguono veri test sulle performance: una delle prime è Moto Guzzi che realizza nella sue sede comasca una vera “galleria del vento” per motociclette. Compaiono anche le prime carenature, dette a “campana”.

4) Anni ’60, “l’epoca moderna” delle moto.

Il design cresce di importanza sia in Italia sia all’estero (principalmente Germania e Regno Unito). Nel nostro Paese, Moto Guzzi e Ducati iniziano a coinvolgere non solo tecnici ma anche designer per migliorare l’estetica.

5) Anni ’80 e ’90, nascono i mostri sacri.

Immesse sul mercato moto che tutti conoscono come pezzi di storia del motociclismo: nel 1993 la Monster, del designer argentino Miguel Angel Galluzzi, nel 1994 la Ducati 916 e poi la MV Agusta F4 e Brutale, tutte e tre ideate dal tecnico e designer riminese Massimo Tamburini.

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6) Il futuro del design motociclistico.

Nel presente due sono i fenomeni principali: la diffusione delle “naked”, che potrebbe essere visto come un ritorno al passato delle sottocanna, e la dilagante passione per il tuning, cioè la personalizzazione anche estrema delle moto. La chiave per il futuro, infatti, a livello di design, pare essere la possibilità di personalizzare il proprio veicolo fino a renderlo un pezzo unico.

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