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la nuova collezione Ruinart Rosé firmata dall’artista olandese Piet Hein Eek

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la nuova collezione Ruinart Rosé firmata dall’artista olandese Piet Hein Eek è stato modificato: 2013-10-29 di jessica zannori

Piet Hein Eek ha scelto di raccontare le origini della MaisonRuinartcreando una cassa per lo Champagne Rosé che evoca la cassa in legno originale, quella del 1769,  piena delle preziose bottiglie della Maison. 

Il 21 marzo 1769 il primo registro della contabilità della Maison Ruinart riporta una novità tra le spedizioni: l’invio del suo prezioso Champagne a Elsinore, in Danimarca, contenuto all’interno di casse in legno. Questa modalità di confezionamento risulta un’innovazione assoluta, poiché il vino effervescente delle terre di Champagne all’epoca veniva spedito in ceste, una protezione imperfetta, che causava regolarmente la perdita di un certo numero di bottiglie.
Si trattava quindi di un modus operandi non comune. All’improvviso, il valore stesso del prodotto influenza il modo in cui viene spedito: le casse in legno resistente lo proteggeranno dai rischi del trasporto, consolidando al tempo stesso la qualità delle relazioni commerciali che legano la Maison champenoise ai suoi clienti.

L’artista olandese Piet Hein Eek ama il legno. Non il materiale tradizionale del falegname, né il legno massiccio dello scultore, ma il legno già impregnato di una storia, quello da cui si è un po’ distolto lo sguardo, dimenticandone la bellezza naturale. È in questo legno segnato dalla patina del tempo che egli crea da oltre vent’anni intarsi contemporanei, in cui il passato del materiale si tinge di un onirismo moderno. Attraverso le sue collezioni di sedie, tavoli, poltrone o cassettoni, questo artista diplomato presso la prestigiosa Accademia di Eindhoven esplora l’autenticità del legno proponendone al contempo interpretazioni inattese. Addomesticata dalla mano dell’artigiano, la materia viene assemblata, sviata, per lasciare la sua condizione primitiva e aprirsi a un nuovo ventaglio di possibilità.

Piet Hein Eek ha scelto di raccontare le origini della Maison Ruinart. La cassa che egli crea per lo Champagne Rosé della Maison fa così riferimento alla cassa in legno originale, quella del 1769, piena delle sue preziose bottiglie. Qui tuttavia il contenuto si riduce simbolicamente a quattro bottiglie, disposte in quinconce. La cassa storica sembra così avere viaggiato attraverso il tempo. I suoi tradizionali angoli retti si sono leggermente inclinati, disegnando una losanga, un parallelepipedo in movimento, un’associazione di linee minimaliste pronte a incastrarsi con altre. Questa struttura è quindi calcolata specificamente sulle curve delle bottiglie, che essa offre allo sguardo grazie a una parete scorrevole.

Combinate tra di loro, sovrapposte o affiancate, queste casse ideate da Piet Hein Eek si uniscono dunque per dare vita a un oggetto nuovo e unico: la “casse-cave”, ovvero una “cassa-cantina” per lo Champagne dall’allure contemporaneo, la cui forma si presta all’immaginazione del proprietario.
Questa “casse-cave” è realizzata nello stesso legno riciclato che Piet Hein Eek utilizza per la creazione dei suoi mobili. Pazientemente raccolta dall’artista, questa essenza di pino è stata minuziosamente scelta per le sue tonalità brune di lampone scuro, rosso speziato e le sue sfumature di rosa, che gli ricordano i colori del Ruinart Rosé. Leggermente sabbiato per garantire la morbidezza al tatto, il materiale viene in seguito ricoperto da un velo di lacca sottile, quindi montato a mano sotto forma di pannelli incastrati e inchiodati. Firmata e numerata singolarmente, ciascuna “cassa-cantina” di Ruinart Rosé è quindi unica e realizzata a mano negli atelier di Piet Hein Eek, a Geldrop, nei pressi di Eindhoven.

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Il Ruinart Rosé rivela il suo temperamento goloso e fruttato grazie all’intervento di due vitigni complementari e armoniosamente equilibrati: lo Chardonnay e il Pinot Noir. Il loro assemblaggio dà vita a una veste color rosa tenue che vira verso il granato, la cui purezza è sottolineata da un’effervescenza vivace e persistente. Il primo naso evoca la freschezza del frutto rosso, per cedere quindi il passo a effluvi più floreali, velati di frutta esotica e di note speziate. Al palato il Ruinart Rosé rivela una bocca vellutata, poi un carattere più corposo ma deciso, nel quale si schiudono le eco di frutti rossi che il vino lascia emergere al naso, così come un tocco di pompelmo rosa punteggiato di menta piperita.

La finezza, la freschezza e la luminosità risponderanno con pertinenza ai piatti che giocano su abbinamenti dolci-salati, quali ad esempio il connubio tra un formaggio manchego e una mela cotogna. Il delicato aroma fruttato si sposerà inoltre a piatti più fini, come alla carne di un’orata accompagnata da una composta di pomodoro insaporita di fava tonka. Infine, le sue tinte esotiche risponderanno con temperamento alla leggerezza della frutta fresca nella sua presentazione più semplice, ma anche alla golosità di una diplomatica al litchi profumata all’acqua di rosa.

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