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Roberto Giacomucci / Il Piccolo Designer, Triennale di Milano

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Roberto Giacomucci / Il Piccolo Designer, Triennale di Milano è stato modificato: 2012-03-05 di Benedetto Fiori

Roberto Giacomucci Il piccolo designer a cura di Marco Ferreri TRIENNALE DI MILANO_17/22 aprile 2012 “Creare un ‘design delle piccole cose’ non vuol dire creare un ‘piccolo design’, ma un design unanime, facilmente comprensibile e utilizzabile. ”Così l’architetto ci spiega il perché di una mostra. “C’è chi ad un certo punto della vita ha bisogno di partire per ritrovare se stesso. E parte perl’India, come ironizza l’impeccabile Sean Penn di This must be the place. Io, che mi trovo e mi ritrovo ovunque mi giri, ho preferito mettere insieme la mia storia di progettista, e di farlo con questa esposizione.

”Partendo da alcuni schizzi e appunti annotati su un taccuino, è nata l’idea di raccontare gli esperimenti, le trame di un processo difficile quanto stimolante come è quello della progettazione. Più che un’antologia di oggetti, questa mostra vuole narrare i tentativi, gli errori, la sorpresa, la delusione e la soddisfazione che si provano creando e cercando di apportare al mondo qualcosa che mancava. 

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Sono alcuni piccoli passi che permettono di sviluppare un pensiero, di avere le visioni senza le quali non è possibile il cambiamento. La mostra parte da un punto cardine della progettazione: la semplicità, il semplice inteso come essenza, immediatezza e sintesi, come riferimento nella progettazione per un design che non ha bisogno di nomi, ma di pensiero. La progettualità ha un approccio empirico. Si crea perché, vivendo situazioni, si scoprono le carenze, e la sfida è trovare il modo più logico di rispondere ad esse. Gli oggetti veri, standard, non quelli eccezionali, gli oggetti universali non quelli straordinari sono quelli che catturano l’interesse ed ispirano la creatività.

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Gli oggetti comuni, discreti e indispensabili che esistono da sempre sono diventati un campo di battaglia: Giacomucci ama ripensarli, smontarli per regalargli nuovi output, senza snaturarli o privarli di quella discrezione e purezza che fa parte del loro DNA. Belli lo sono già, perché icone nel suo immaginario dell’essenzialità, così come trova incanto nei figli del design anonimo, divenuti perfetti nel tempo, perché via via migliorati dalle milioni di mani che sono venute a contatto con essi. Insomma, un design non succube delle mode, ma che risponde con libertà ai canoni ufficiali, senza compiacere né cercare legittimazione in alcuna tendenza temporanea. Alla fine dei tempi non rimarranno le immagini o le suggestioni, ma il ricordo di qualcosa capace, anche nel piccolo, di rivoluzionare i gesti quotidiani. L’invito quindi è di entrare in questo laboratorio, un luogo di creazione aperto al nuovo e attento al vecchio, uno spazio, attraverso cui passano energie, stimoli, confronti. Marco Ferreri è stato chiamato a curare la mostra per la sua esperienza plurisettoriale e la sua capacità di distinguere la concretezza dal rumore. La coerenza, la costanza e l’etica del suo lavoro, lo rendono designer autorevole, in grado di estraniarsi dal mondo del design conclamato, per concentrarsi sulla realtà con la coscienza critica del migliore design italiano di oggi. La mostra aprirà i battenti il 17 aprile 2012 e si concluderà con la fine del Salone internazionale del Mobile di Milano, il 22 aprile. I prodotti presentati, realizzati dall’architetto tra il 2010 e il 2011, sono stati selezionati come rappresentanti del suo pensiero, fino a qui narrato. Alcune anteprime degli stessi verranno presentate nelle settimane a venire. La mostra sarà visitabile presso la Triennale di Milano dalle 10.30 alle 20.30. Fino alle 23 nei giorni 19 e 20 di aprile.

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L’invito quindi è di entrare in questo laboratorio, un luogo di creazione aperto al nuovo e attento al vecchio, uno spazio, attraverso cui passano energie, stimoli, confronti. Marco Ferreri è stato chiamato a curare la mostra per la sua esperienza plurisettoriale e la sua capacità di distinguere la concretezza dal rumore. La coerenza, la costanza e l’etica del suo lavoro, lo rendono designer autorevole, in grado di estraniarsi dal mondo del design conclamato, per concentrarsi sulla realtà con la coscienza critica del migliore design italiano di oggi.

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La mostra aprirà i battenti il 17 aprile 2012 e si concluderà con la fine del Salone internazionale del Mobile di Milano, il 22 aprile. I prodotti presentati, realizzati dall’architetto tra il 2010 e il 2011, sono stati selezionati come rappresentanti del suo pensiero, fino a qui narrato. Alcune anteprime degli stessi verranno presentate nelle settimane a venire. La mostra sarà visitabile presso la Triennale di Milano dalle 10.30 alle 20.30. Fino alle 23 nei giorni 19 e 20 di aprile.

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