DIY

SWITCHA

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SWITCHA è stato modificato: 2015-05-05 di Angelo Lussiana

Il cartone, da un triennio circa, è entrato prepotentemente nella mia attività creativa: si è imposto per la sua versatilità, per la facile reperibilità come materiale da riuso, per le sue qualità nascoste di robustezza, di calore e morbidezza.

Ho imparato abbastanza velocemente a conoscerlo, a lavorarlo per ottenerne oggetti dalle foggie più impensabili: lo conosciamo come materiale piano, è pertanto inusuale, sorprendente quasi, ritrovarsi tra le mani oggetti tridimensionali in cartone. 

Al materiale ho sempre chiesto ogni volta qualcosa in più: prima di diventare un oggetto tondo senza mostrare quei terribili scalini formati dalle sovrapposizioni di più fogli sagomati; poi di offrirmi la possibilità di un movimento, il più delle volte tramite una cerniera ricavata nel materiale stesso; quindi di volersi coniugare con altri materiali di scarto, quali avanzi di legni pregiati, il mio precedente materiale creativo, o ritagli di pelle…

SWITCHA è un po’ il punto di arrivo di questa evoluzione: è formata da una base tonda di cartone rivestita sui due fianchi da pannelli in noce nostrano massello; ha un paralume tutto in cartone, un semicilindro senza strutture di sostegno, dalla superficie uniforme, senza “pixellatura”; ha un movimento tutto in cartone, alzandone il paralume la si accende, abbassandolo la si spegne…

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SWITCHA, pronunciato all’inglese interruttore unito alla A finale, “svicia”, è nome dalla doppia valenza: ci dice che la lampada stessa è un interruttore, infatti lungo il cavo elettrico non lo trovate, e che per questo è “astuta”, la traduzione di “svicia” dal piemontese.

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