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Caldaia, incentivi e manutenzioni: prorogato fino al 31 dicembre 2014, l’ecobonus del 65%

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Caldaia, incentivi e manutenzioni: prorogato fino al 31 dicembre 2014, l’ecobonus del 65% è stato modificato: 2014-01-08 di PaolaN

E’ stato prorogato fino al 31 dicembre 2014, l’ecobonus del 65% per gli interventi finalizzati al risparmio energetico e le detrazioni del 50% per le ristrutturazioni e l’acquisto di mobili ed elettrodomestici

In tempi di ristrettezze economiche può sembrare una spesa eccessiva, ma la sostituzione della vecchia caldaia può rivelarsi, proprio ora, una mossa strategica e lungimirante per abbattere i consumi sul riscaldamento.

La maggior parte delle unità immobiliari con riscaldamento autonomo, di oltre 10 anni, è servito da una caldaia a camera aperta o stagna a gas o GPL di tipo tradizionale. La caldaia, dopo i dieci anni di età inizia a consumare troppo, inquina di più e richiede maggiori esborsi di denaro in caso di guasti, sia per il reperimento degli accessori di ricambio che per la manodopera.

Da considerare inoltre che le vecchie caldaie a “camera aperta” sono molto più pericolose per gli utenti in quanto una cattiva combustione può immettere direttamente all’interno dei locali il monossido di carbonio, gas estremamente pericoloso per la vita dell’uomo. Come riconoscere il tipo di caldaia? Anzitutto è bene custodire il libretto della caldaia e il libretto d’uso e manutenzione ove sono specificate le caratteristiche della caldaia stessa oppure basta “guardare” la caldaia per capire smmariamente di che tipo si tratta:

se la caldaia è del tipo con fiammella raggiungibile, vuol dire che si parla di camera aperta, ovvero le fiamme che bruciano utilizzano l’aria del locale come comburente. La vostra caldaia è a camera aperta. Proprio perchè utilizza l’ossigeno presente nell’aria del locale per dare luogo alla combustione, è necessario avere delle prese d’aria di adeguate dimensioni (generalmente sul muro perimetrale o nei vetri). In caso di malfunzionamento può rilevarsi molto pericolosa poichè è in grado di immettere nell’ambiente monossido di carbonio. E’ quindi indispensabile effettuare controlli periodici.

se la fiammella invece non è raggiungibile e dalla caldaia partono 2 tubi si tratta probabilmente di una caldaia a camera chiusa. Uno dei due tubi infatti è la canna fumaria, l’altro di sezione più piccola è il tubo che cattura l’aria esterna (comburente) per poter dare luogo alla combustione. Questa tipologia di caldaie risulta più sicura in quanto in caso di combustione non perfetta non immette nell’aria dell’ambiente il gas tossico.

LA MANUTENZIONE

Gli impianti con potenza inferiore ai 35KW (caldaie autonome) devono essere controllati ogni quattro anni, con eccezione di caldaie a camera aperta su locali d’abitazione o di impianti di oltre 8 anni di età che dovranno essere controllati ogni due anni. Ogni Regione può stabilire regolamenti restrittivi, ad esempio in Lombardia l’obbligo dei due anni è esteso a tutti gli impianti sotto i 35 KW indipendentemente dall’età e dalla tipologia. Gli impianti con potenza superiore ai 35KW devono essere revisionati ogni anno.

La responsabilità della revisione è del proprietario e dell’inquilino dell’abitazione ove è installato l’impianto o sull’Amministratore per gli impianti di tipo centralizzato. L’inquilino dunque è tenuto alla verifica periodica della caldaia mentre il proprietario è tenuto a garantire l’uso in sicurezza dello stesso attraverso eventuali interventi straordinari come la sostituzione ed interventi consistenti di manutenzione straordinaria.

La manutensione consiste nella pulizia dell’impianto mediante aria compressa, controlli sul funzionamento e sulla sicurezza. La manutenzione, a periodicità di legge prevede anche il controllo dei fumi e consiste nel misurare la quantità dei gas presenti nella combustione e la loro temperatura, permettendo di controllare sia la sicurezza che l’inquinamento atmosferico. Le manutenzioni posso essere effettuate solo da professionisti iscritti alla camera di commercio e in possesso della specifica abilitazione così come previsto dal D.M. 37/2008.

LA SOSTITUZIONE

Gli incentivi fiscali consentono oggi di recuperare il 65% della spesa per la sostituzione del generatore (la caldaia) ed installazione di valvole termostatiche in caso di termosifoni. Attenzione però, perché risparmiare sui consumi è un obbligo perché la normativa impone che la nuova caldaia abbia dei rendimenti minimi tabellari per garantire il contenimento dei consumi. Per ottenere le agevolazioni è obbligatorio installare un impianto con rendimento almeno di tre o quattro stesse. L’efficienza delle caldaie è il rapporto tra l’energia prodotta e quella consumata (rendimento di combustione) ed è misurata in percentuale ed in numero di stelle. Le caldaie tradizionali ad alta efficienza hanno un rendimento di tre stelle (dal 92 al 98% in media), mentre quelle a condensazione hanno rendimenti a quattro stelle (anche oltre il 100%, possibile solo perché viene inserito un parametro che nelle apparecchiature tradizionali non è possibile recuperare e non rientrava nel calcolo dell’energia). Il costo per una caldaia a condensazione con potenza sotto i 35KW può variare dai 2.500 ai 5.000 euro.

LE DETRAZIONI

Per poter beneficiare delle detrazioni è necessario inoltrare all’ENEA, a fine dei lavori, la richiesta compilandola con tutti i dati richiesti, di rendimento della caldaia, ammontare della spesa che deve essere corrisposta tramite speciale bonifico bancario. E’ inoltre necessario aver aperto una pratica edilizia in comune, anche una semplice comunicazione di inizio attività per opere di ordinaria manutenzione.

per approfondimenti: http://www.acs.enea.it/

Alcuni indirizzi:

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