Interview

Interview | Reverse Innovation: graphic comunication and packaging design

Interview | Reverse Innovation: graphic comunication and packaging design è stato modificato: 2015-11-16 di Benedetto Fiori

Video intervista con Alice Tacconi, Mirco Onesti ed i componenti dello studio Reverse Innovation.

SDM: Cos’è Reverse Innovation?

AT: Reverse come agenzia si occupa principalmente di comunicazione grafica ed anche di industrial design, nello specifico di structural design.

MO: Negli ultimi anni l’agenzia si è molto specializzata in packaging, cercando di dare delle risposte concrete, mettendo a disposizione il nostro know how, che fa leva su una progettazione eclettica, avendo esplorato molteplici aspetti del campo del design e cercando poi di convogliare tutte le nostre energie e il nostro entusiasmo in questa materia.

SDM: Cos’è per voi il design?

AT: Riuscire a trasferire la complessità di una brand in un prodotto specifico, che sia per il consumatore riconoscibile nel punto vendita, significa essere accattivante, interagire con il consumatore stesso attraverso molteplici sensazioni, dal tatto, alla vista, all’udito, all’olfatto, al gusto, quindi è un’esperienza a 360 gradi con il prodotto finale.

SDM: Quale importanza ricopre la tecnologia nel design?

GDSM: L’importanza della tecnologia sta nell’introdurre nuovi materiali, nuove tecniche produttive, quindi nuove possibilità. Trasforma le tecnologie esistenti e i metodi produttivi, tornandoli più efficaci, quindi sicuramente il design e la tecnologia cammineranno sempre insieme, sono due cose che non si possono separare.

SDM: Il concetto di design varia nel tempo?

MO: Probabilmente si e direi anche per fortuna, in quanto questo innesca tutta una serie di meccanismi per cui, un po’ per l’influenza di mode e tendenze, o di interessi da parte delle persone, c’è una spinta nella continua ricerca e nell’innovazione dei prodotti, questo vale indistintamente per tutti gli ambiti, sia nel campo del design più tradizionale, che può essere quello del mobile, ma è un ragionamento che può essere esteso a tutto ciò che prevede un processo progettuale.

SDM: Che rapporto c’è fra il design, sostenibilità e ambiente?

VT: Col tempo si è sempre data più attenzione alla sostenibilità e all’ambiente, anche nella grande distribuzione i progetti vertono a tenere in considerazione queste cose, vuoi con materiali, vuoi con istruzioni innovative, come le ricariche, la possibilità di non dover disperdere il packaging in maniera poco attenta. Mi auguro che tutti questi argomenti siano sempre più diffusi e che le aziende abbiano sempre più in considerazione il tema della sostenibilità.

SDM: Una soluzione per la crisi?

GDSM: Con la crisi o senza la crisi i prodotti ci saranno, di conseguenza anche i packaging. Le persone e di conseguenza il mercato richiedono soluzioni adatte, una cosa che mi ricordo sempre è che dentro le difficoltà esite sempre la stessa proporzione di opportunità.

SDM: Come un prodotto comunica con il consumatore?

AT: Attraverso un viaggio che il consumatore fa da casa – punto vendita – casa, questo si traduce in un packaging che sia sviluppato in termini di materiali, forma, colori, al tatto possa dare delle piacevoli sensazioni, piuttosto che dei profumi, anche un aspetto sonoro di come si apre un tappo può indurre il consumatore ad apprezzare maggiormente un prodotto rispetto ad un altro, quindi il packaging ha molta influenza sull’acquisto di un prodotto, non a caso viene anche definito come un venditore silenzioso.

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