Architettura

L’energia eolica

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Nel mondo l’80% dell’energia utilizzata viene prodotta bruciando combustibili fossili, tra cui petrolio, carbone, metano. 
Gli impianti che sfruttano combustibili fossili generano gas inquinanti che danneggiano l’ambiente. Negli ultimi anni per salvaguardare l’ambiente e per compensare la crescente domanda di energia, gli Stati di tutto il mondo si sono impegnati a perseguire un modello di sviluppo sostenibile, tra cui lo sfruttamento dell’energia cinetica prodotta dal vento.
Il bisogno di trovare fonti di energia alternative si diffuse in seguito alla crisi economica del 1973, quando i Paesi Arabi aumentarono il prezzo del petrolio che causò, tra le altre cose, l’aumento del prezzo dell’energia elettrica, di conseguenza aumentò tra gli Stati la consapevolezza dell’esauribilità dei combustibili fossili e quindi la necessità dei ricercare risorse alternative e rinnovabili.
A titolo di esempio, un impianto eolico onshore costituito da 30 aerogeneratori da 300 kW l’uno in una zona dove il vento soffia ad una velocità di circa 25 km/h può produrre 20milioni di kWh all’anno, ovvero il fabbisogno di circa 7000 famiglie. Una centrale di carbone per raggiungere il medesimo risultato libererebbe nell’aria 22mila tonnellate di anidride carbonica, 125 tonnellate di anidride solforosa e 43 tonnellate di ossido di azoto.

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