Achille CastiglioniAchille Castiglioni

Il nome di Achille Castiglioni è evocativo di una storia di eccezionale grandezza nel panorama della creatività italiana. Figlio del grande scultore Giannino, da cui trasse buona parte della sua ispirazione creativa, Achille Castiglioni nasce a Milano nel 1918, città dove, come molti altri grandi nomi del design italiano, nel 1944 conseguirà la Laurea presso il prestigioso Politecnico.

Legare il suo nome ad una creazione simbolo o ad un edificio è pressoché impossibile vista la vastità della sua produzione soprattutto nel campo del disegno industriale, dove si affermò come uno dei grandi del ventesimo secolo.

Un’esistenza costellata da numerosi riconoscimenti e premi che in maniera costante hanno accompagnato un’incessante creatività. Un ampio repertorio caratterizzato dalla varietà di oggetti e materiali che hanno consacrato non solo un istinto creativo frutto di una formazione altissima ed in continua evoluzione, ma una padronanza assoluta della materia che in parte ha ereditato dall’arte paterna.

Nel 1937 fonda, con il fratello Piergiacomo, lo studio professionale da cui prenderà avvio un’intensa attività che saprà coniugare sapientemente la tecnica con la più avanzata sperimentazione soprattutto nell’utilizzo delle forme e dei materiali.

Sul piano architettonico i due firmano, negli anni cinquanta, progetti importanti come il padiglione della Permanente e la Chiesa di San Michele Arcangelo in Mater dei di Milano.

La sua attività di designer è sempre stata affiancata da una prestigiosa carriera accademica che gli ha consentito di ricoprire il ruolo di titolare su differenti cattedre universitarie, sia presso il Politecnico di Torino che nella familiare sede milanese.

Le creazioni

Alla sua firma vanno attribuiti prestigiosi esempi di arredo come i tavoli Bramante e Leonardo realizzati per Zanotta e tuttora vere icone di stile e design. Così come oggetti di uso quotidiano come le lampade, la cui capostipite nella produzione dei fratelli Castiglioni, resta sicuramente la Tubino.

Nel corso degli anni, Castiglioni non ha mai smesso di accettare la sfida posta dal cambiamento. Di ciò, restano a testimonianza, i numerosi riconoscimenti ricevuti nel tempo che certificano il suo indiscusso eclettismo creativo: dalla lampada T12 alla macchina per il caffè Pitagora.
Dalle cuffie per la traduzione simultanea alla progettazione di letti per ospedale.

Infiniti dunque, gli ambiti in cui hanno trovato spazio le eccellenze artistiche di Achille Castiglioni che lascia nel 2012, anno della sua scomparsa, un patrimonio destinato a lasciare nel design mondiale una fonte di ispirazione e confronto per molti anni ancora.